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ANNA ROSENWALD

 

EPITAFFIO

Ora dormo
nella mia dimora
accanto a mio marito Robert.
Sono sepolta in questo cimitero
nonostante venissi da Berlino.
A Tregnago però ho passato gli anni
più difficili della mia vita.
Mio marito veniva spesso a Marcemigo dove ero
nascosta dal signor Rancan
per trovare me e mia figlia Brigitte.
Voi non sapete
cosa significa nascondersi dai nazisti
per non essere deportati nei campi di concentramento.
Voi non sapete cosa abbiamo dovuto passare
in fuga da Berlino a Roma
da Roma a Verona
da Verona a Tregnago.
Ma ora questa paura non mi assale più.
I nazisti hanno troncato
la mia vita.

  

 

BIOGRAFIA

Abbiamo scoperto questa storia, grazie a un lavoro sulla "Shoah" fatto da una classe terza di qualche anno fa. Questa donna era sposata con Robert Loeventhal un uomo ricco, ma che, essendo ebreo, dopo il 1933, non potè più rimanere in Germania a seguito delle leggi di Norimberga, e così tutti insieme decisero di venire in Italia, con la speranza di non essere catturati dai nazisti. Dapprima andarono a vivere a Roma, ma poi vennero a Verona, dove Robert fu assunto dalla casa editrice Mondadori. Ma dopo l’8 settembre 1943 i Loewenthal dovettero nascondersi, perché gli Ebrei rischiavano la deportazione nei campi di sterminio. Così Anna e sua figlia si rifugiarono a Marcemigo, ospitati dalla famiglia Rancan, mentre il marito si nascose alla contrada Carbonari, ospite della famiglia Tommasi. Purtroppo un destino crudele li attendeva: poche settimane prima che la guerra finisse, i due coniugi – su segnalazione di anonimi fascisti, furono arrestati dai nazisti - ma loro per non essere catturati ingoiarono delle pastiglie, che Robert aveva sempre con sè, questi barbiturici poche ore dopo li portarono alla morte, nell'ospedale di Tregnago. Brigitte fortunatamente si salvò. I coniugi Loewenthal sono sepolti nel cimitero di Tregnago.

 

di Elena Andreassi