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Un pioniere dell’aria

 

IGINO GILBERT DE WINCKLES 

 

 

 

 


EPITAFFIO

 

 

Il volo!
Quanto ho sofferto per il volo!
Per questa mia passione

e per il mio troppo entusiasmo

un angelo pensai di essere

e davanti la giustizia mi dovetti presentare.

Un incidente ebbi

a Tregnago

E con il bastone dovetti

affrontare tutti gli anni della mia restante vita!

Quanto ho sofferto per il volo!

La mia esistenza
non è stata quello che desideravo!

Generale io ero
ma pioniere dell'aria sono diventato!

Il volo era la cosa più bella

che avevo sperimentato dalla vita.

La mia vecchiaia

 la trascorsi in una casa di riposo.

Ma nel mio cuore volteggiava ancora

una piuma,

l'ebbrezza di un battito d'ali.

 

BIOGRAFIA

 

Il nobile Igino Gilbert De Winckles era nato ad Ascoli Piceno il 4 agosto 1876. Nel 1897, esce con il grado di sottotenente d'artiglieria dall'Accademia militare di Torino. Tenente nel 1899, frequenta la scuola di guerra dal 1903, al 1906. E' a Verona al comando di divisione e poi, con il grado di capitano, al comando del 20^ reggimento artiglieria da campagna a Padova. Nel 1911 frequenta il secondo corso di piloti aviatori; l'entusiasmo per il volo lo aveva fatto finire agli arresti, per aver decollato prima di averne avuto l'autorizzazione. Il 12 ottobre 1911 s'imbarca per la Tripolitana, donde rientra il 16 dicembre successivo, per ritirare in Inghilterra un nuovo tipo di aereo. Gravemente ferito per l'incidente di volo, riprende servizio nell'estate 1912. In seguito assunse il comando dell'aeronautica della I Armata. Nel settembre del 1928 decide di lasciare l'esercito con il grado di generale di brigata. Negli ultimi anni della sua vita era proprietario di una splendida villa (oggi trasformata in ristorante) la sua vera passione era il volo e un'anziana del paese. Arrivò a Tregnago precipitando con il suo aereo ma l'incidente gli procurò gravi fratture che lo costrinsero fino agli ultimi anni della sua vita a camminare con il bastone. Sembra che il generale si sia spento in una casa di riposo a Verona, intorno agli anni '50.

 

di Chiara Piccoli e Valeria Mattuzzi