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Augusto Anselmi

 

 

Epitaffio

 

Con entusiasmo e volontà

studiavo sui banchi di scuola,

con il terrore della guerra

mi allenavo con costanza come militare di leva,

con passione e felicità

lavoravo nei campi di vigne e ciliegi,

con speranza e fiducia nella liberazione

soffrivo sia in trincea sia sul campo di battaglia.

Durante la guerra, la “Grande Guerra”,

il freddo, la fame, gli affetti lontani

mi tormentavano.

Io, nella cantina, in una bottiglia nascosi i miei risparmi.

Trecentomila lire,

frutto di anni di sacrifici e duro lavoro,

diventate muffa!

Ma dopo la guerra la mia vita non finì,

mi aspettavano le mie adorate vigne

con le quali trascorsi tante ore liete.

Sulla mia strada la luce dei miei occhi incontrai:

la donna con la quale trascorsi la mia tranquilla vita

e come frutto del nostro amore

nacquero quattro figli.

 

Un secolo prima di me, è nato Augusto Anselmi a Monteccio, una località di Tregnago. Non ha passato molto tempo sui banchi di scuola, è arrivato solo fino alla seconda elementare, ma a quei tempi andare a scuola era un desiderio che tutti avevano, ma che pochi riuscivano a soddisfare. A circa vent’anni ha fatto il militare di leva e poi è stato richiamato per la guerra del 1914-1918.

Fortunatamente è tornato, dopo due anni di prigionia in Germania e dopo tante sofferenze, sia in trincea, sia sul campo di battaglia. Si sposò ed ebbe quattro figli; a quest’ultimi non volle dare nomi ai quali si poteva dare diminutivi o soprannomi. Visse felicemente facendo il contadino: aveva numerose terre di vigne e ciliegi. Era un amante del vino e vinse anche un premio per la coltivazione delle vigne. Nel frattempo guadagnava qualche spicciolo: li spese costruendo una casa presso l’Intalcementi che divenne poi un’osteria. In tutta la sua vita mise da parte 300 000 lire, soldi a quell’ epoca, e li nascose in cantina in una bottiglia. Sfortunatamente presero la muffa, e in banca non li potevano più cambiare! Morì nel 1972.

 

di Cecilia ANSELMI

                                                                                                                                                                                                           

di Cecilia Anselmi