1945: che difficile vivere! La paura, la fame, la voglia
di tornare a casa e riabbracciare mia moglie. Portavo sempre la sua foto nel
borsellino, perché nel mio cuore c’era un’incrollabile
speranza e tanti desideri: primo fra tutti quello di
uscire da quell’inferno che mi faceva pensare alla
vita, agli sbagli ai bei momenti che temevo di non poter più
vivere. Ma finalmente un giorno la
prigionia era terminata Mi avevano liberato Mi sembrava di essere in un
sogno, non vedere più i tedeschi per
me era un sollievo. Dopo le disavventure che avevo
passato Avevo capito una cosa: non bisogna mai perdere la
speranza. Non avrei mai immaginato Che due anni dopo mi avrebbero
assegnato la medaglia Che ho conservato fino al
momento in cui Il mio cuore ha cessato di
battere Portandomi in un’ombrosa
dimora Dove posso finalmente
riposare. Augusto è all’estrema destra, durante
il servizio militare in una gita sul Lago di Como.
EPITAFFIO

BIOGRAFIA
Augusto Battisti è nato in una frazione di
Tregnago, Scorgnano, il 24 febbraio del 1920. Nel 1939 è stato chiamato alle
armi dal servizio militare di Verona e poi, a causa dello scoppio della
Seconda Guerra Mondiale ha dovuto trattenersi, allontanandosi da casa per
cinque lunghi anni, lasciando in pensiero la moglie che però non ha mai perso
la speranza. Cosi nel 1945 è tornato a casa dopo essere stato per due anni in
un campo di concentramento a Grunevaldestrasse in Germania a causa
dell’inaspettata cattura dai tedeschi. Quando è tornato a casa ha svolto
molti lavori, lavorando perfino come minatore in una cava che si trova presso
la località di Cogollo. Infine si è dedicato ai campi, che erano la sua più
grande passione. Il 10 marzo del 2003 il suo cuore ha cessato di battere, dopo
lunghi mesi passati in ospedale, vegliato giorno e notte dai suoi cari.
Di Veronica Battisti
