Fabrizio De Andrè
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Fabrizio De Andrè
è stato un grande cantautore italiano, giunto al successo con molta
gradualità, grazie al suo talento musicale. Nel corso degli anni Sessanta
definì compiutamente la sua poetica con canzoni diventate poi molto
famose: La
canzone di Marinella, La guerra di Piero, Via del campo, e
Bocca di rosa. |
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Un ruolo di rilievo nella formazione musicale di
De Andrè ebbero cantautori di fama internazionale come Leonard Cohen,
Georges Brassens e Bob Dylan di cui tradusse numerose canzoni. |
Biografia
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Quando il 18
febbraio 1940Fabrizio nacque, il padre mise sul giradischi di casa il Valzer
campestre da cui il figlio ne ricaverà poi la canzone "Valzer per un
amore". |
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Opere
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Fabrizio De Andrè, scrisse numerosi album: a partire dal 1967 al
1997, nell’ordine uscirono:Volume I, La canzone di Marinella, Tutti
morimmo a stento, Volume III, Nuvole barocche, La buona novella, Non al denaro
non all’amore né al cielo( 1971), Rimini, Le nuvole, Concerti, Anime salvate e
Mi innamoravo di tutto. |
Non al
denaro, non all'amore né al cielo
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De Andrè fu colpito,
quando aveva circa 18 anni, dall’Antologia di Spoon River di Edgar
Lee Masters, tanto che scelse nove delle 244 poesie dell’autore
del libro, trasformandole in altrettante canzoni. Queste poesie toccano
principalmente due grandi temi: l'invidia (Un
matto, Un giudice, Un blasfemo,
Un malato di cuore) e la scienza (Un medico, Un
chimico, Un ottico). |
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Il Suonatore Jones, invece è unico, rappresenta
l'alternativa alla vita come lotta per raggiungere i propri scopi. Per tutta
la sua vita, ha fatto quello che più gli è piaciuto e per questo muore senza
rimpianti. Era anche il personaggio al quale De Andrè avrebbe voluto
assomigliare. Per Jones la musica non è un mestiere, è una scelta di
libertà; anche il cantautore, soprattutto negli ultimi anni, ha cercato di
svincolarsi dalla prigione della musica come mestiere, pubblicando gli ultimi
album ad una distanza di sei anni uno dall'altro e riducendo le apparizioni
in pubblico. |
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Dall’intervista di Fernanda Pivano a Fabrizio De Andrè
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Pivano: Hai voglia di raccontarci
come ti è venuto in mente di fare questo disco?
Fabrizio: Per quanto riguarda l'invidia perché direi che è il sentimento umano in cui si rispecchia maggiormente il clima di competitività, il tentativo dell'uomo di misurarsi continuamente con gli altri, di imitarli o addirittura superarli per possedere quello che lui non possiede e crede che gli altri posseggano. Per quanto riguarda la scienza, perché la scienza è un classico prodotto del progresso, che purtroppo è ancora nelle mani di quel potere che crea l'invidia e, secondo me, la scienza non è ancora riuscita a risolvere problemi esistenziali. |
di Ilaria Dal Forno e Piera Salvoro