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EPITAFFIO
All'età di diciott'anni,
fui chiamato per partecipare alla grande guerra:
ero autista.
Durante la ritirata di Caporetto,
la mia macchina si fermò,
l'acqua di raffreddamento era finita:
il nemico stava per raggiungermi
mancava poco alla mia cattura
quando mi venne un'idea ingegnosa
che fece sparire la mia paura:
feci orinare dei soldati in un barattolo
e riempii così il contenitore dell'acqua.
La macchina ripartì immediatamente,
e salvai tutti i documenti del corpo dell'arma.
Nel febbraio 1922, mi sposai con Concetta,
con lei ebbi quattro figli,
uno di essi però fu portato via dalla meningite
quando aveva soltanto un mese di vita.
A ottantadue anni la morte mi sorprese,
dopo una lunga vita passata lavorando nella cantina
Bertani per sfamare la mia famiglia.
Ora dormo tranquillo, qui, a Tregnago,
insieme a mia moglie.
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BIOGRAFIA
Gino Morbioli. è
nato a Grezzana in Provincia di Verona nel 1897.
Nel 1915 all’inizio della I Guerra Mondiale è stato chiamato per arruolarsi
nell’esercito italiano come autista. Aveva 18 anni.
In quei tempi c’erano pochissimi autisti di ufficiali superiori e colonnelli.
Gli ultimi modelli di macchine di quel tempo erano la Scat e la Fiat 501. Il
generale che ha per più tempo servito è stato il General Giardino.
Durante la guerra è sempre stato sui fronti del Piave e del Lisonzo. E’ stato
encomiato per un fatto molto importante: durante la ritirata di Caporetto gli
italiani avevano ricevuto l’ordine di ritirarsi e i tedeschi avanzavano pian
piano. Lui stava scappando con una macchina carica di documenti del corpo
dell’arma. Quando essa si fermò. Vide che era terminata l’acqua di
raffreddamento. Si trovava in una zona dove non c’era acqua a disposizione.
Così inziai a far orinare in un barattolo ogni soldato che passava lì vicino.
Riempito il serbatoio provò a riaccendere la macchina, ripartì, e così riuscì
a mettere in salvo tutti i documenti dai tedeschi.Il mio comando era a
Cervignano de Friuli dove la famiglia di Concetta, mia futura moglie, aveva
un rifugio. In questo rifugio, alloggiavano anche ufficiali superiori. Dopo
la ritirata di Caporetto tornò a casa e continuò a frequentare Concetta
quando poteva.
Nel 1918 venne congedato e tornò a Grezzana. Ricominciò a lavorare dove
lavorava prima della guerra: nella Cantina Bertani dove rimase fino alla
morte.
Nel febbraio 1922 si sposò con Concetta, e nacquero così ben quattro figli,
ma uno di essi, ammalato di meningite fulminante morì ad un solo mese di
vita.
Gino Morbioli morì il 1 novembre 1979 all’età di 82 anni.
di
Piera Salvoro
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