Il
Feudo dei Pompei |
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| L'ascesa di una famiglia | ||
| A Illasi i Pompei sarebbero presenti ancor prima
dell’anno Mille. Il 20 aprile 1474, il doge Marcello concesse a Giovanni
Pompei e fratelli il privilegio trasmissibile “dell’immunità
perpetua’’. Era una sorta di ricompensa per le benemerenze militari
acquisite presso la Repubblica Veneta da Giovanni. I Pompei offrirono nel tempo una vera e propria serie di valorosi condottieri. Questa investitura rappresentava per i Pompei non solo un atto di splendida e doverosa generosità da parte del governo veneto, ma costituiva anche la loro reintegrazione in un possesso goduto “ab antiquo”. |
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I Pompei e il commune di
Illasi |
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| Sul territorio loro soggetto i nuovi conti agirono
facendo rimpiangere la precedente dipendenza dal vicario cittadino. Le lamentele
del comune di Illasi appaiono in un processo del 1563: imposizioni illegittime,
occupazione di strade, deviazioni di acque a proprio vantaggio, percosse
ai “villani”, intimidazioni d’ogni sorta, condanne illegittime,
il tutto gestito con ‘bravi’’ e armi. I Pompei esercitavano
i poteri derivanti dai privilegi mediante un vicario nominato ogni anno.
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| Un’altra inedita prospettiva del colle e del
castello di Illasi |
Girolamo Pompei detto “Malanchino’’
in un anonimo ritratto del XVI sec. |
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| Le donne | ||
| Gli eroi della famiglia Pompei ostentavano pari ferocia
e crudelta’ anche nella vita civile. Le donne furono viste come una spada, cioè come uno strumento per conseguire gloria e denaro. Possiamo citare tre storie femminili: quella di Teodora Da Lisca Pompei, Ginevra Serego e Flavia Malaspina. La storia del feudo di Illasi conserva il ricordo delle vicende di toccante drammaticità di Ginevra, coinvolta in un omicidio e Flavia, rapita e costretta al matrimonio con un Pompei. |
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| Specchio della società | ||
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Caduto Napoleone (1815) l’imperatore asburgico
decise di riesaminare l’intero comparto nobiliare. Il 17 giugno 1816,
i fratelli Alberto, Alessandro e Alvise chiedono di essere conservati nel
titolo di conti di Illasi. Ma ricevono un secco rifiuto. I Pompei subiscono l’affronto più cocente dalla più alta autorità politica europea, quella imperiale. Comunque, i Pompei mettono insieme una seconda domanda. E finalmente i Pompei ottengono nuovamente il titolo di conti, del quale i membri della famiglia continueranno a fregiarsi fino all’estinzione della stessa. I Pompei riacquistano cosi il posto nobiliare che si erano conquistati catturando e spedendo a Venezia Francesco II Gonzaga. |
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Francesco II Gonzaga |
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| La famiglia Carlotti | ||
| Giulio Pompei fu l’ultimo discendente
della Casa Pompei, del ramo di San Paolo, la quale si estinse alla sua morte,
avvenuta il 13 agosto 1852. Con testamento stilato nel 1848, nomino’
suo erede universale un parente da parte della nonna Anna Maria, il marchese
Giulio Carlotti, appartenente ad un’antica famiglia |
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Tomba di famiglia in villa Pompei Carlotti, con i monumenti
funebri all’architetto Alessandro (m. 1772; a sinistra), al suo
omonimo nipote (m. 1834; al centro) e a Giulio Carlotti (m.1878; a destra) |
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Girolamo Carlotti uno dei figli di Giulio (1846-1906) |