LA VILLA E IL GIARDINO ALL’ITALIANA

A partire dal XV secolo la nuova concezione dello spazio dovuta alla prospettiva ha cominciato a influire anche sull’ambiente naturale, soprattutto attraverso le ville signorili e i loro giardini.

1- Lorenzo il Magnifico fece costruire la famosa villa di Poggio a Caiano con una facciata di antico tempio classico inserita in un edificio profano. La villa divenne un modello per le residenze signorili fuori città, che si sono diffuse anche in altre parti d’Italia.

2- Le ville furono abbellite con i cosiddetti giardini all’italiana, nei quali le regole della geometria furono applicate ai vegetali. Attraverso la potatura, i giardinieri riuscivano a far crescere le siepi secondo forme regolari e squadrate, e le allineavano lungo tracciati rettilinei per disegnare sul terreno delle figure geometriche complesse. Fontane e giochi d’acqua arricchivano il giardino. Alla fine del XVII secolo questa idea è stata sviluppata nel grande parco di Versailles, e nelle regge che le diverse monarchie hanno costituito in Europa.

 

LA TIPOLOGIA DELLA VILLA VENETA

Nel corso dei secoli, pur tra la grande varietà di tipi, si possono individuare alcuni modelli architettonici:

- il palazzo di città: fu il modello per la classica villa veneta e sarà anche a la base dello stile palladiano. 

Le variazioni erano presenti tutt’al più  nella facciata, ma non nell’insieme architettonico;

la casa rustica di campagna: fu il modello più seguito per le prime ville alle quali vennero apportate piccole variazioni, ma che potevano anche essere trasformate in costruzioni ambiziose di cui finirono per essere solo la base;

i castelli medioevali: furono  il modello per una tradizione costruttiva durata fino al Settecento, in linea con l’importanza del dominio e del diritto feudale in contrapposizione alla vita borghese in città;

il castello di campagna barocco d’impronta francese o mitteleuropea: fu il modello per i grandi progetti del Settecento con la sua moda delle fughe di stanze, caratteristiche degli appartamenti aristocratici, dei grandi saloni da ballo e di sfarzosi scaloni interni.

                                      
 

 
 
Qui sopra la villa Pompei Sagramoso esempio di villa di città
   
 
 
Qui sopra la villa Ferrari dalle Spade come esempio di villa di campagna
   

Le ville erano vere e proprie aziende produttive.
 Il progetto architettonico di Palladio, grande architetto era paragonabile al piano strategico di un insediamento produttivo contemporaneo. 
 Già il mondo romano genera la “cultura di villa”, destinata secoli dopo come ideale letterario, con Francesco Petrarca. Essa comprendeva la forma architettonica nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, a diverse sperimentazioni nella Roma di Bramante e Raffaello. Ma è necessario inventare la villa moderna, mettendo d’accordo esigenze funzionali ed estetiche, per creare questi meravigliosi centri di attività e di residenze  palladiane che saranno imitate e riproposte per secoli nel Veneto. In particolare nel Settecento, ai villini liberty, fino alle geniali riletture di Carlo Scarpa..

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